{"id":468,"date":"2026-01-29T12:27:03","date_gmt":"2026-01-29T06:57:03","guid":{"rendered":"https:\/\/gurusiyagyoga.org\/it\/?page_id=468"},"modified":"2026-02-14T22:42:45","modified_gmt":"2026-02-14T17:12:45","slug":"bio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/gurusiyagyoga.org\/it\/bio\/","title":{"rendered":"7.1 Biografia"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Primi anni di vita <\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Guru Siyag nacque nel villaggio di Palana, a 25 chilometri a nord della citt\u00e0 di Bikaner, nello stato del Rajasthan (India), il 24 novembre 1926. Dopo aver completato gli studi superiori, a 18 anni inizi\u00f2 a lavorare come impiegato presso le Ferrovie Indiane. Si spos\u00f2 presto e mise su famiglia. Negli anni successivi ebbe cinque figli \u2014 una figlia e quattro figli maschi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Trasformazione Divina<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019inverno del 1968 si rivel\u00f2 un momento decisivo nella vita di Guru Siyag. La sua vita ordinaria fu improvvisamente sconvolta quando fu colto da un\u2019inspiegabile paura della morte, pur non soffrendo di alcuna malattia. Un indovino locale gli disse che si trovava sotto il Markesh Dasha \u2014 una configurazione planetaria considerata portatrice di morte.<\/li>\n<li>Alcuni sacerdoti induisti locali gli dissero che l\u2019unico modo per sfuggire alla morte imminente era invocare la benedizione della Dea Gayatri attraverso un rituale speciale. Gayatri, la Dea della luce cosmica, poteva salvarlo dalle grinfie della morte. Gli fu consigliato di eseguire un Havan \u2014 un rituale sacro di purificazione che comprende una cerimonia del fuoco \u2014 e di recitare il Mantra Gayatri durante il rito. Perch\u00e9 l\u2019invocazione fosse completa e ricevesse protezione divina, gli fu detto che avrebbe dovuto svolgere il rituale ogni giorno fino ad aver recitato il mantra 125.000 volte.<\/li>\n<li>Nell\u2019ottobre del 1968, durante il Navratri \u2014 la festa di nove giorni dedicata al principio femminile divino, Shakti \u2014 Gurudev inizi\u00f2 il rituale con grande determinazione. Ogni giorno si alzava nelle prime ore del mattino per recitare il sacro Mantra Gayatri durante l\u2019Havan. La pressione del panico irrazionale che lo aveva colto era cos\u00ec intensa che svolgeva il rituale quotidiano con la massima sincerit\u00e0 e concentrazione.<\/li>\n<li>Gli occorsero tre mesi per completarlo. Pi\u00f9 tardi avrebbe commentato che sembrava come se una forza di trasformazione divina lo avesse spinto in uno stato artificiale di paura solo per cambiare la vita ordinaria che aveva condotto fino ad allora e indirizzarlo sul cammino spirituale.<\/li>\n<li>Il giorno in cui termin\u00f2 il rituale, and\u00f2 a dormire pensando che il mattino seguente si sarebbe svegliato all\u2019orario consueto, ora che l\u2019arduo culto di Gayatri era concluso. Tuttavia, essendosi abituato ad alzarsi presto, si svegli\u00f2 comunque nelle prime ore del mattino.<\/li>\n<li>Appena apr\u00ec gli occhi e si mis\u00e9 seduto sul letto, sent\u00ec l\u2019interno del suo corpo illuminarsi di una luce bianca intensissima. Era una luce che non poteva paragonare a nessun\u2019altra \u2014 nemmeno alla luce del sole. Illuminava il suo corpo dall\u2019interno. Non era n\u00e9 calda n\u00e9 fredda; portava soltanto un\u2019ondata di pace profonda. Fu presto immerso completamente in uno stato di gioia e beatitudine che non aveva mai conosciuto prima.<\/li>\n<li>La luce gli don\u00f2 una visione interiore. Nonostante la brillante luminosit\u00e0 che irradiava dall\u2019interno, non riusciva a distinguere la presenza dei suoi organi, come se il suo corpo fosse solo un guscio vuoto.<\/li>\n<li>Avendo talvolta lavorato come assistente nell\u2019obitorio dell\u2019ospedale ferroviario, Gurudev conosceva bene la disposizione degli organi interni, dei muscoli e delle ossa nel corpo umano. Eppure non riusciva a vedere nulla di tutto ci\u00f2 dentro di s\u00e9.<\/li>\n<li>Poco dopo percep\u00ec un ronzio simile a quello di uno sciame di api. Concentrandosi sul suono, si rese conto che proveniva dal centro dell\u2019ombelico. Con sua grande sorpresa scopr\u00ec che quel ronzio non era altro che il Mantra Gayatri ripetuto a una velocit\u00e0 incredibilmente elevata, tanto da sembrare il ronzio delle api.<\/li>\n<li>Solo molto pi\u00f9 tardi comprese che il mantra che prima aveva recitato con sforzo volontario si era ormai stabilito come un processo continuo e automatico, collegandolo permanentemente alla forza divina.<\/li>\n<li>La luce divina gli port\u00f2 un\u2019altra rivelazione: comprese che, dietro la facciata della sua identit\u00e0 materiale, era un\u2019entit\u00e0 completamente diversa. Non era limitato dal corpo fisico, n\u00e9 la sua consapevolezza era confinata al mondo materiale. Sentiva che il suo essere personale si era espanso al punto da abbracciare l\u2019intero universo. Anzi, sentiva di essere l\u2019universo stesso e di percepire le vibrazioni di tutti gli esseri, animati e inanimati, come se fossero le sue.<\/li>\n<li>Attraverso questa esperienza unica realizz\u00f2 di essere ci\u00f2 che gli antichi veggenti vedici chiamavano Brahma \u2014 la forza divina assoluta, onnipervadente, immutabile e senza forma.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<ul>\n<li>Mentre era ancora immerso in questa straordinaria esperienza di gioia, pace e amore, la vision\u00e9 svan\u00ec improvvisamente. Il rumore dell\u2019acqua che scorreva da un rubinetto aperto nel bagno interruppe lo stato simile a un trance in cui si trovava.<\/li>\n<li>Consultando alcuni pundit (sapienti esperti delle scritture sacre), gli fu detto che era stato benedetto dalla Dea Gayatri con una Siddhi \u2014 un potere divino speciale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Incontro con Baba Gangainathji<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Nei mesi successivi, durante le sue ricerche spirituali, Gurudev entr\u00f2 in contatto con la filosofia di Swami Vivekananda, una delle pi\u00f9 grandi figur\u00e9 spirituali del XX secolo, che promosse la rinascita dell\u2019eredit\u00e0 spirituale vedica non solo in India ma anche in America ed Europa. Vivekananda sosteneva con forza la pratica della filosofia vedica attraverso il ripristino del sistema Guru-discepolo, che riteneva l\u2019unico mezzo per l\u2019evoluzione spirituale dell\u2019umanit\u00e0.<\/li>\n<li>Seguendo questo consiglio, Gurudev inizi\u00f2 seriamente la ricerca di un Guru. Un parente gli sugger\u00ec di recarsi da Baba Shri Gangainathji, uno yogi asceta che viveva nel villaggio di Jamsar, 27 chilometri a nord di Bikaner. Nell\u2019aprile del 1983 Gurudev visit\u00f2 l\u2019ashram.<\/li>\n<li>Il primo incontro non ebbe nulla di straordinario: un gruppo di persone meditava alla presenza di Gangainathji e Gurudev si sedette in fondo, osservando. Non vi fu interazione tra i due, ma qualcosa lo spinse a tornare pochi giorni dopo.<\/li>\n<li>Durante la seconda visita, quando Gurudev si inchin\u00f2 toccando i piedi di Baba, il maestro gli tocc\u00f2 il capo in segno di benedizione. In quell\u2019istante sent\u00ec un\u2019enorme energia attraversargli il corpo, come un fulmine. Era il modo in cui Baba conferiva la Diksha (iniziazione) e trasmetteva anche il ruolo di \u201cSiddha Guru\u201d a Guru Siyag.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Gangainathji entra in Samadhi<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 31 dicembre 1983 alle 5 del mattino, un forte terremoto scosse l\u2019intero Nord-Ovest dell\u2019India. Pi\u00f9 tardi Gurudev apprese che quello era stato esattamente il momento in cui Baba Gangainathji aveva lasciato il corpo mortale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Molti anni dopo disse ai suoi discepoli:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abA volte, quando un essere illuminato lascia il corpo mortale, perfino la terra viene scossa dalla sua partenza, ed \u00e8 cos\u00ec che esprime il suo dolore.\u00bb<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pochi giorni dopo, un giovane del posto gli rifer\u00ec che Baba gli appariva in sogno chiedendogli di far visitare a Gurudev il suo sito di Samadhi (monumento funerario). Considerandolo un richiamo divino, Gurudev vi si rec\u00f2 e offr\u00ec le sue preghiere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo il pensiero vedico, l\u2019anima \u00e8 eterna mentre il corpo perisce. Un essere non illuminato muore a causa del compimento del proprio karma; un essere illuminato, invece, lascia consapevolmente il corpo in un momento e luogo scelti. Un tale Siddha Guru continua a guidare i discepoli anche dopo aver lasciato il corpo fisico. Per questo il sito di Samadhi di un santo \u00e8 venerato come fonte di benedizioni divine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Resa al Guru Gangainathji<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abHo sperimentato un cambiamento completo quando mi sono arreso al mio Guru Gangainathji. Anche voi potete sperimentare questo cambiamento. Tutta l\u2019umanit\u00e0 \u2014 uomini e donne \u2014 pu\u00f2 sperimentarlo. Per questo \u00e8 necessario comprendere chi siete veramente. Io vi presenter\u00f2 al vostro vero S\u00e9 affinch\u00e9 possiate capire chi siete.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non siete questo corpo. Siete l\u2019anima immortale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il Sanatana Dharma afferma che la liberazione non \u00e8 possibile senza un Guru illuminato. Ma la liberazione non \u00e8 semplice: non \u00e8 un giocattolo che il Guru vi consegna quando lo incontrate. Il Guru vi mostra soltanto il cammino e vi dice che, se lo percorrete, raggiungerete la meta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u2026E il cammino \u00e8 la recitazione del mantra divino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nei suoi aforismi, Goswami Tulsidas afferma che nel Kali Yuga (l\u2019attuale Era della Falsit\u00e0) si pu\u00f2 essere liberati dalla sofferenza solo attraverso la recitazione del mantra divino.\u00bb<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Visione profetica<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Nel 1984 Gurudev fu protagonista di un altro evento straordinario, le cui implicazioni potrebbero avere un impatto sull\u2019umanit\u00e0 negli anni a venire. Una notte, dopo essersi coricato, Guru Siyag ebbe una visione in sogno. Nella vision\u00e9 gli fu mostrato un passo di quello che sembrava essere un libro sacro, e una voce pronunci\u00f2: \u00abTu sei Quello; tu sei Quello\u00bb.<\/li>\n<li>La mattina seguente Gurudev riflett\u00e9 su quella strana esperienza, cercando di capire se ci\u00f2 che aveva visto fosse davvero una vision\u00e9 o soltanto un sogno insolito, e quale fosse il significato delle parole \u00abTu sei Quello\u00bb. Poich\u00e9 il brano era in hindi, riusciva a ricordare alcune parole, ma non ne comprendeva il senso.<\/li>\n<li>Alcuni giorni dopo, il figlio pi\u00f9 giovane di Gurudev, Rajendra, port\u00f2 a casa un vecchio libro logoro. Tornando da scuola, il ragazzo aveva sentito un impulso inspiegabile a raccoglierlo, notandolo abbandonato in una casa lungo la strada. Sfogliando il libro senza particolare interesse, Gurudev rimase colpito nel riconoscere un passaggio: era lo stesso che aveva visto nel sogno.<\/li>\n<li>Lo lesse pi\u00f9 volte per alcuni giorni, ma non riusciva a comprenderne pienamente il significato. Cap\u00ec soltanto che si trattava di un libro per bambini, illustrato con immagini per spiegare in modo semplice la fede cristiana. Non essendo particolarmente religioso, Gurudev non era molto esperto delle scritture induiste, tanto meno delle filosofie di altre religioni.<\/li>\n<li>Chiese allora nel suo ambiente sociale se i cristiani seguissero un libro sacro come gli ind\u00f9 seguono la Bhagavad Gita. Fu cos\u00ec che venne a conoscenza della Bibbia. Gli dissero che il passo mostrato nella vision\u00e9 faceva parte del Vangelo di Giovanni, precisamente dei capitoli 15:26-27 e 16:7-15. In seguito, un amico gli regal\u00f2 una versione abbreviata della Bibbia in hindi, che gli diede un\u2019idea pi\u00f9 chiara del cristianesimo.<\/li>\n<li>Riusc\u00ec poi a prendere in prestito una copia della Bibbia in inglese da un amico, docente in un college di legge locale. Tuttavia, anche la lettura in inglese non lo aiut\u00f2 a trovare il passaggio che cercava. Rinunci\u00f2 e restitu\u00ec il libro, pensando che l\u2019episodio fosse concluso. Ma non fu cos\u00ec. L\u2019impulso interiore torn\u00f2 con maggiore intensit\u00e0.<\/li>\n<li>Informandosi ulteriormente, scopr\u00ec che il cristianesimo \u00e8 diviso in molte confessioni, tra cui le principali sono il cattolicesimo e il protestantesimo. La Bibbia che aveva letto in precedenza era quella seguita dai cattolici, mentre quella dei protestanti conteneva il passo del Vangelo di Giovanni che gli era stato mostrato in sogno.<\/li>\n<li>Gurudev riusc\u00ec a procurarsi una copia della Bibbia protestante e lesse il Vangelo verso cui si sentiva costantemente spinto. La parte rilevante conteneva una profezia attribuita a Ges\u00f9 stesso riguardo all\u2019avvento del Consolatore, che \u2014 secondo la profezia \u2014 avrebbe salvato soltanto i veri fedeli da una morte certa, mentre il resto dell\u2019umanit\u00e0 avrebbe affrontato una terribile punizione divina in una calamit\u00e0 globale causata da guerra e carestia nel XXI secolo.<\/li>\n<li>Gurudev apprese in seguito che anche l\u2019Antico Testamento contiene profezie simili, attribuite al profeta Malachia, sull\u2019avvento del Messia, descritto come E-li\u2019jah (Elia). La lettura di queste profezie lo port\u00f2 a riflettere sul fatto che esse sembravano in qualche modo collegate agli insegnamenti offerti dal Signore Krishna nella Gita migliaia di anni prima della nascita del cristianesimo e dell\u2019ebraismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Vita come Siddha Guru<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Alcuni anni dopo, Gurudev ricevette un Adesh (comando divino) da Gangainathji, che lo invitava a lasciare il lavoro nelle ferrovie e a dedicarsi completamente alla missione spirituale. Gurudev and\u00f2 in pensione anticipata volontaria il 30 giugno 1986, quasi sette anni prima dell\u2019et\u00e0 pensionabile.<\/li>\n<li>In seguito comment\u00f2:<\/li>\n<li>\u00abPrima servivo le ferrovie; ora servo il mio Guru. Questo \u00e8 un lavoro per tutta la vita, che non potr\u00f2 mai abbandonare. Ho lasciato completamente nelle Sue mani (di Gangainathji) le preoccupazioni per i bisogni materiali della mia famiglia. Sono un servitore fedele del mio Guru; qualunque cosa possa guadagnare o perdere in questa missione sar\u00e0 secondo la Sua volont\u00e0.\u00bb<\/li>\n<li>Baba gli ordin\u00f2 anche di iniziare le person\u00e9 al Siddha Yoga come suoi discepoli. Gurudev cominci\u00f2 a impartire la Diksha nel 1990, attraverso programmi organizzati inizialmente a Jodhpur e in altre citt\u00e0 del Rajasthan.<\/li>\n<li>Coloro che si avvicinarono a Gurudev e divennero suoi discepoli sperimentarono un cambiamento positivo sorprendente nelle loro vite: molti riferirono la guarigione da malattie e disturbi cronici e un risveglio spirituale attraverso la recitazione del mantra divino ricevuto durante i programmi e la meditazione praticata insieme alla recitazione.<\/li>\n<li>Man mano che la notizia dello speciale Siddha Yoga e delle capacit\u00e0 di guarigione di Gurudev si diffuse rapidamente, egli fu invitato in molte altre citt\u00e0 e localit\u00e0 per condurre programmi di Diksha. Da allora Gurudev ha viaggiato in diverse citt\u00e0 dell\u2019India e anche in Israele e negli Stati Uniti d\u2019America, guidando migliaia di persone sul cammino dell\u2019evoluzione spirituale e della buona salute.<\/li>\n<li>Tuttavia, Gurudev afferma di essere solo a met\u00e0 della sua missione. Egli ritiene che finch\u00e9 non raggiunger\u00e0 le persone dell\u2019emisfero occidentale per motivarle a seguire il cammino spirituale indicato da Baba Gangainathji, non vi sar\u00e0 vera pace e prosperit\u00e0 nel mondo.<\/li>\n<li>\u00abLa spiritualit\u00e0 dell\u2019Oriente deve unirsi al materialismo dell\u2019Occidente; senza questa unione, il mondo non vedr\u00e0 mai la fine dei conflitti e delle discordie. \u00c8 questa unione spirituale tra Oriente e Occidente che mi sono proposto di realizzare per portare una pace duratura nel mondo\u00bb, afferma Gurudev.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primi anni di vita Guru Siyag nacque nel villaggio di Palana, a 25 chilometri a nord della citt\u00e0 di Bikaner, nello stato del Rajasthan (India), il 24 novembre 1926. Dopo aver completato gli studi superiori, a 18 anni inizi\u00f2 a lavorare come impiegato presso le Ferrovie Indiane. Si spos\u00f2 presto e mise su famiglia. Negli anni successivi ebbe cinque figli \u2014 una figlia e quattro figli maschi. Trasformazione Divina L\u2019inverno del 1968 si rivel\u00f2 un momento decisivo nella vita di Guru Siyag. La sua vita ordinaria fu improvvisamente sconvolta quando fu colto da un\u2019inspiegabile paura della morte, pur non soffrendo di alcuna malattia. Un indovino locale gli disse che si trovava sotto il Markesh Dasha \u2014 una configurazione planetaria considerata portatrice di morte. Alcuni sacerdoti induisti locali gli dissero che l\u2019unico modo per sfuggire alla morte imminente era invocare la benedizione della Dea Gayatri attraverso un rituale speciale. Gayatri, la Dea della luce cosmica, poteva salvarlo dalle grinfie della morte. Gli fu consigliato di eseguire un Havan \u2014 un rituale sacro di purificazione che comprende una cerimonia del fuoco \u2014 e di recitare il Mantra Gayatri durante il rito. Perch\u00e9 l\u2019invocazione fosse completa e ricevesse protezione divina, gli fu detto che avrebbe dovuto svolgere il rituale ogni giorno fino ad aver recitato il mantra 125.000 volte. Nell\u2019ottobre del 1968, durante il Navratri \u2014 la festa di nove giorni dedicata al principio femminile divino, Shakti \u2014 Gurudev inizi\u00f2 il rituale con grande determinazione. Ogni giorno si alzava nelle prime ore del mattino per recitare il sacro Mantra Gayatri durante l\u2019Havan. La pressione del panico irrazionale che lo aveva colto era cos\u00ec intensa che svolgeva il rituale quotidiano con la massima sincerit\u00e0 e concentrazione. Gli occorsero tre mesi per completarlo. Pi\u00f9 tardi avrebbe commentato che sembrava come se una forza di trasformazione divina lo avesse spinto in uno stato artificiale di paura solo per cambiare la vita ordinaria che aveva condotto fino ad allora e indirizzarlo sul cammino spirituale. Il giorno in cui termin\u00f2 il rituale, and\u00f2 a dormire pensando che il mattino seguente si sarebbe svegliato all\u2019orario consueto, ora che l\u2019arduo culto di Gayatri era concluso. Tuttavia, essendosi abituato ad alzarsi presto, si svegli\u00f2 comunque nelle prime ore del mattino. Appena apr\u00ec gli occhi e si mis\u00e9 seduto sul letto, sent\u00ec l\u2019interno del suo corpo illuminarsi di una luce bianca intensissima. Era una luce che non poteva paragonare a nessun\u2019altra \u2014 nemmeno alla luce del sole. Illuminava il suo corpo dall\u2019interno. Non era n\u00e9 calda n\u00e9 fredda; portava soltanto un\u2019ondata di pace profonda. Fu presto immerso completamente in uno stato di gioia e beatitudine che non aveva mai conosciuto prima. La luce gli don\u00f2 una visione interiore. Nonostante la brillante luminosit\u00e0 che irradiava dall\u2019interno, non riusciva a distinguere la presenza dei suoi organi, come se il suo corpo fosse solo un guscio vuoto. Avendo talvolta lavorato come assistente nell\u2019obitorio dell\u2019ospedale ferroviario, Gurudev conosceva bene la disposizione degli organi interni, dei muscoli e delle ossa nel corpo umano. Eppure non riusciva a vedere nulla di tutto ci\u00f2 dentro di s\u00e9. Poco dopo percep\u00ec un ronzio simile a quello di uno sciame di api. Concentrandosi sul suono, si rese conto che proveniva dal centro dell\u2019ombelico. Con sua grande sorpresa scopr\u00ec che quel ronzio non era altro che il Mantra Gayatri ripetuto a una velocit\u00e0 incredibilmente elevata, tanto da sembrare il ronzio delle api. Solo molto pi\u00f9 tardi comprese che il mantra che prima aveva recitato con sforzo volontario si era ormai stabilito come un processo continuo e automatico, collegandolo permanentemente alla forza divina. La luce divina gli port\u00f2 un\u2019altra rivelazione: comprese che, dietro la facciata della sua identit\u00e0 materiale, era un\u2019entit\u00e0 completamente diversa. Non era limitato dal corpo fisico, n\u00e9 la sua consapevolezza era confinata al mondo materiale. Sentiva che il suo essere personale si era espanso al punto da abbracciare l\u2019intero universo. Anzi, sentiva di essere l\u2019universo stesso e di percepire le vibrazioni di tutti gli esseri, animati e inanimati, come se fossero le sue. Attraverso questa esperienza unica realizz\u00f2 di essere ci\u00f2 che gli antichi veggenti vedici chiamavano Brahma \u2014 la forza divina assoluta, onnipervadente, immutabile e senza forma. Mentre era ancora immerso in questa straordinaria esperienza di gioia, pace e amore, la vision\u00e9 svan\u00ec improvvisamente. Il rumore dell\u2019acqua che scorreva da un rubinetto aperto nel bagno interruppe lo stato simile a un trance in cui si trovava. Consultando alcuni pundit (sapienti esperti delle scritture sacre), gli fu detto che era stato benedetto dalla Dea Gayatri con una Siddhi \u2014 un potere divino speciale. Incontro con Baba Gangainathji Nei mesi successivi, durante le sue ricerche spirituali, Gurudev entr\u00f2 in contatto con la filosofia di Swami Vivekananda, una delle pi\u00f9 grandi figur\u00e9 spirituali del XX secolo, che promosse la rinascita dell\u2019eredit\u00e0 spirituale vedica non solo in India ma anche in America ed Europa. Vivekananda sosteneva con forza la pratica della filosofia vedica attraverso il ripristino del sistema Guru-discepolo, che riteneva l\u2019unico mezzo per l\u2019evoluzione spirituale dell\u2019umanit\u00e0. Seguendo questo consiglio, Gurudev inizi\u00f2 seriamente la ricerca di un Guru. Un parente gli sugger\u00ec di recarsi da Baba Shri Gangainathji, uno yogi asceta che viveva nel villaggio di Jamsar, 27 chilometri a nord di Bikaner. Nell\u2019aprile del 1983 Gurudev visit\u00f2 l\u2019ashram. Il primo incontro non ebbe nulla di straordinario: un gruppo di persone meditava alla presenza di Gangainathji e Gurudev si sedette in fondo, osservando. Non vi fu interazione tra i due, ma qualcosa lo spinse a tornare pochi giorni dopo. Durante la seconda visita, quando Gurudev si inchin\u00f2 toccando i piedi di Baba, il maestro gli tocc\u00f2 il capo in segno di benedizione. In quell\u2019istante sent\u00ec un\u2019enorme energia attraversargli il corpo, come un fulmine. Era il modo in cui Baba conferiva la Diksha (iniziazione) e trasmetteva anche il ruolo di \u201cSiddha Guru\u201d a Guru Siyag. Gangainathji entra in Samadhi Il 31 dicembre 1983 alle 5 del mattino, un forte terremoto scosse l\u2019intero Nord-Ovest dell\u2019India. Pi\u00f9 tardi Gurudev apprese che quello era stato esattamente il momento in cui Baba Gangainathji aveva lasciato il corpo mortale. 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