Messaggio ai giovani
«L’infanzia o l’adolescenza sono il momento giusto per iniziare il proprio viaggio spirituale. È necessario attraversare una trasformazione spirituale in giovane età. Circa il 90% dei miei discepoli sono giovani.
Ho la ferma convinzione che una rivoluzione spirituale (risveglio) non possa avvenire nel mondo finché i giovani non diventano spiritualmente consapevoli. Sono i giovani che porteranno una trasformazione nel mondo. Lo hanno fatto in passato e lo faranno anche in futuro.»
¿Che cos’è il GSY?
La pratica del GSY ha origine da un’antica forma di Yoga conosciuta come “Siddha Yoga”. A causa del gran numero di scuole di Yoga sorte in Occidente, il termine “Yoga” è arrivato a significare esercizio fisico o un processo per rafforzare il corpo. Tuttavia, il termine “Yoga” si riferisce in realtà all’“Unione con il Supremo”.
La parola “Siddha” significa “perfetto”, “realizzato” o “potenziato”. Il Siddha Yoga è il mezzo attraverso il quale lo Yoga (unione) può essere raggiunto senza sforzo. Questo Yoga può essere realizzato solo per grazia di un Guru Siddha (Realizzato), senza alcuno sforzo volontario da parte del discepolo.
Il Siddha Yoga è stato donato all’umanità dall’antica tradizione Nath dello Yoga. Il saggio Matsyendra Nath ottenne per primo la conoscenza dello Yoga migliaia di anni fa direttamente dal Signore Shiva nella dimora celeste dell’Himalaya. Shiva gli chiese di diffondere questa conoscenza per l’evoluzione spirituale dell’umanità. Da allora, questo sistema yogico ricco di conoscenza e saggezza viene trasmesso di generazione in generazione attraverso la tradizione Guru-discepolo.
È un sistema ampio e integrato che comprende Bhakti Yoga, Karma Yoga, Raja Yoga, Kriya Yoga, Gyan Yoga, Laya Yoga, Bhava Yoga, Hatha Yoga, ecc. Per questo è anche chiamato Purna Yoga (Yoga completo) o Maha Yoga (Grande Yoga).
“Privo di sforzo” significa che il discepolo deve semplicemente praticare, senza fissare obiettivi specifici da raggiungere. La trasformazione spirituale avviene spontaneamente.
¿In cosa consiste la pratica del GSY?
La pratica del GSY consiste nella recitazione mentale (Japa) di un mantra divino e nella meditazione. Guru Siyag inizia un ricercatore come suo discepolo donandogli un mantra — una parola divina — da ripetere mentalmente e silenziosamente durante tutto il giorno, e insegna anché una tecnica di meditazione.
La ripetizione costante del mantra, nel tempo, diventa involontaria. Questo dipende dall’intensità, dalla fede e dalla sincerità con cui viene praticata. In alcuni casi ciò avviene dopo poco più di una settimana; in altri dopo quindici giorni o alcuni mesi.
Oltre al mantra, il discepolo deve meditare per 15 minuti, due o tre volte al giorno. La combinazione di meditazione e mantra risveglia la Kundalini dormiente, un’energia presente nel corpo del praticante, che induce spontaneamente asana, kriya, bandha, pranayama e mudra.
Importanza del GSY
Di seguito un estratto di un discorso di Gurudev del 1999, in cui parla dello Yoga e della storia e degli effetti del Siddha Yoga, con un messaggio finale rivolto ai giovani.
Guru Siyag sullo Yoga:
«Come si definisce lo Yoga? Il saggio Patanjali, nel secondo aforisma dello “Yoga Sutra”, definisce lo Yoga come “la neutralizzazione delle tendenze interiori della mente chiamate Vritti”. Finché la mente, instabile e dispersiva, non diventa calma e stabile, il ricercatore non può né meditare né sperimentare lo Yoga (unione con la coscienza suprema).
Nella pratica del Siddha Yoga di cui parlo, è il Guru che, in modo sottile, impedisce alla mente del discepolo di vagare, la calma e la rende priva di pensieri.
La tradizione Nath dello Yoga che seguiamo è guidata da nove Nath (yogi asceti) immortali. Machhindra Nathji fu il primo grande Guru all’inizio dell’epoca del Kaliyuga, milioni di anni fa.
Gorakhnathji, suo discepolo, paragonò i Veda al Kalpataru (l’albero mitico che esaudisce i desideri) e descrisse lo Yoga come il “frutto immortale dei Veda”.
La pratica del Siddha Yoga libera il praticante da tre tipi di sofferenza: fisica, mentale e spirituale. Non esiste afflizione oltre queste tre categorie. Il Siddha Yoga ha liberato centinaia di migliaia di praticanti da malattie e disturbi di ogni tipo.
Questa trasformazione non è frutto dell’immaginazione, ma si basa su una filosofia concreta. Alcuni cosiddetti “Guru” affermano che la Kundalini può essere risvegliata solo dopo 20 anni di pratica! Io dico: “Qual è la garanzia che Guru e discepolo vivranno 20 anni? ¿Perché faticare 20 anni per qualcosa che si può ottenere oggi? Perché non raggiungere la consapevolezza spirituale qui e ora? Parlare di 20 anni è assurdo.”»
¿Chi è un Guru?
«Il Guru non è solo l’individuo che si vede in un corpo mortale. Il corpo un giorno invecchierà e morirà. Ma il Guru è la forza divina che non muore mai; è eterno e senza età.
Il Guru cresce dentro di voi (nelle profondità interiori della coscienza del ricercatore). Nella scienza yogica, tempo e spazio non hanno valore. Voi siete dentro di me e io sono dentro di voi. Ogni volta che mi ricordate, mi troverete dentro di voi.
Se un Guru è autentico, è onnipresente: è presente simultaneamente ovunque e non è limitato dal tempo e dallo spazio.»

